ISOLA KATINA E ISOLE CORONATE

Katina è l’isola che collega, come dice il suo nome latino (catena), l’Isola Lunga (Dugiotok) e Kornat. Al nord-est di Katina, a livello del mare, si trova il sito speleologico con 20 metri di lunghezzache gli abitanti locali chiamano Rupa (Buco). L’isola di Katina, accanto agli str...

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Katina è l’isola che collega, come dice il suo nome latino (catena), l’Isola Lunga (Dugiotok) e Kornat. Al nord-est di Katina, a livello del mare, si trova il sito speleologico con 20 metri di lunghezzache gli abitanti locali chiamano Rupa (Buco).

L’isola di Katina, accanto agli stretti Mala e VelikaProversa, è circondata da qualche bassofondo subacqueo e da qualche rupe, il che rende la navigazione interessante ma anche pericolosa. Il porto Proversa da entrambi i lati di Katina era noto ai marittimi come il più sicuro. L’ancoraggio è presente sulle vecchie carte nautiche già nel 1320 e d’allora sarà chiamatoProversa. In questo grande e sicuro ancoraggio intorno a Katina, ma anche in tutta Telašćica, qualche volta si sono rifugiate fino a90barche a vela.

Nell’insenatura, sul fondo del mare, si trovano distese di piante acquatiche che sono caratterizzateda unagrande biodiversità e che hanno un ruolo fondamentale pertuteladell’ecosistema marino.

All’inizio Katina era sotto il dominio dei patrizi di Zara, ma alla fine dell’Ottocento i nostri antenati pastori hanno iniziato a ricomprare la terra. Nel 1886 anche i nostri bisnonni, che prima abitavano in una pianura al centro dell’isola, hanno acquistato un appezzamento di terra a Katina. Affianco dell’allevamento del bestiame hanno lentamente cominciato a piantare ulivi e viti, il che non gli era stato permesso nel periodo precedente. Nel 1924 si sono trasferiti nell’insenatura Vela Proversa dove hanno costruito una piccola casa con l’oliveto.

Oggi il nostro ristorante è situato proprio in questo posto. In nostro possesso ci sono 120 olivi che coltiviamo ancora oggi e tra cui alcuni hanno più di 130 anni. Annualmente ne cogliamo dalle3 alle 4 tonnellate e otteniamo 500 chili dell’olio extravergine che viene servito nel nostro ristorante.